Rinnovare casa senza pensieri: la guida pratica a bonus e detrazioni per mobili e lavori.

Quando immagini casa nuova, non pensi a codici e commi: pensi alla luce del mattino sulla cucina, a una stanza che finalmente respira. La buona notizia è che nel 2026 puoi arrivarci con un sostegno fiscale concreto. Il segreto? Mettere in fila, con calma, lavori, pagamenti e documenti. Qui trovi una guida chiara per farlo bene, senza ansia e senza perdere un euro di detrazione.

Rinnovare casa senza pensieri: la guida pratica a bonus e detrazioni per mobili e lavori

Hai in mente uno spostamento di tramezzi, l’impianto elettrico da rifare, una cucina nuova. Bene. Prima di scegliere il colore delle ante, allinea la parte fiscale. È qui che una casa prende forma due volte: nel progetto e nei documenti.

Detrazione 50%: cosa copre, come funziona

Il pilastro è la detrazione IRPEF 50% dell’Articolo 16-bis TUIR per il recupero del patrimonio edilizio. Vale per manutenzione straordinaria e simili: rifacimento impianti, spostamento pareti interne, rifacimento bagno. In genere si applica fino a 96.000 euro per unità (verifica il tetto aggiornato per il 2026) e si recupera in dieci rate annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi.

Per iniziare lavori che richiedono titolo abilitativo serve una CILA/SCIA. Se l’intervento è in edilizia libera ma rientra nel perimetro agevolato, conserva una dichiarazione sostitutiva con la data di inizio. La sequenza temporale conta. E conta molto.

Pagare correttamente è decisivo. Per i lavori si usa il bonifico parlante con causale dedicata, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell’impresa. Le banche applicano le ritenute previste: è il passaggio che “accende” la detrazione. Evita contanti e assegni.

Bonus Mobili: il legame con i lavori e gli errori da evitare

Il Bonus Mobili (art. 16 D.L. 63/2013) scatta solo se prima hai avviato una ristrutturazione edilizia. Prima i lavori, poi mobili ed elettrodomestici. Non il contrario. La data che conta è l’avvio dell’intervento, non la chiusura. Il tetto di spesa è fissato anno per anno: controlla l’importo vigente nel 2026.

Cosa puoi acquistare? Arredi e grandi elettrodomestici con classi energetiche conformi al Regolamento UE 2017/1369. In pratica: verifica in negozio l’etichetta aggiornata; spesso servono livelli elevati (esempi tipici: forno almeno Classe A, lavatrice almeno Classe E). Non fidarti della memoria: guarda la targa energetica e stampa la scheda.

Come si paga? Per il Bonus Mobili vanno bene bonifico o carte di credito/debito. Se usi il bonifico, che sia “parlante”. No a contanti o assegni. Conserva fatture, ricevute e scontrini parlanti con codice fiscale.

E l’ENEA? La comunicazione telematica è dovuta per gli interventi edilizi che generano risparmio energetico (es. infissi, caldaie, pompe di calore). Non è richiesta per il solo acquisto di mobili o elettrodomestici. La regola pratica: se l’intervento fa migliorare l’efficienza dell’edificio, invia la pratica entro i termini; se compri un frigorifero con il Bonus Mobili, la comunicazione non serve.

Esempio reale. Luca e Sara aprono la CILA il 2 maggio per rifare impianti e bagno. Il 10 giugno ordinano la cucina e una lavastoviglie in Classe E, pagano con carta, conservano tutto. Detrazione 50% per i lavori e Bonus Mobili regolare. Se avessero ordinato la cucina ad aprile, prima dell’avvio lavori, avrebbero perso il bonus arredi. Una differenza di date che vale migliaia di euro.

Tre promemoria che salvano il portafoglio:

– Metti in fila le date: avvio lavori → ordini arredi → pagamenti tracciati.

– Compila il bonifico parlante per i lavori; per i mobili vanno bene anche le carte.

– Archivia titoli edilizi, fatture, ricevute, schede energetiche; invia ENEA quando dovuto.

Le norme cambiano. Aliquote, tetti e scadenze possono variare nel 2026: prima di firmare, fai un controllo finale con il tuo tecnico o con il commercialista. Poi respira. Qual è la prima stanza che vuoi vedere finita, quando rientri la sera e appoggi le chiavi sul tavolo nuovo?

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