Attenzione al colore della casa, alcuni potrebbero vederlo in maniera diversa

Hai scelto il colore delle pareti ma una volta applicate sembra essere terribilmente diverso dall’idea che ti eri fatto?

Ebbene, è ben possibile che la colpa non sia né tua né dell’architetto. Il colore della casa può infatti cambiare, e spesso in modo significativo, a causa di una diversa percezione che sorge per un elemento su cui possiamo fare ben poco, ma che può essere comunque preventivato in origine, pianificando correttamente i suoi effetti sugli ambienti interni ed esterni del tuo appartamento in corso di ristrutturazione.

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La luce può modificare il modo in cui percepiamo i colori – living.it

Il “nemico” – se così si può dire – della corretta percezione del colore della casa è l’illuminazione, con lo stesso colore che può apparire ben differente a seconda del contesto in cui è inserita la parete che si desidera tinteggiare. Ma allora cosa possiamo fare per scongiurare questo rischio?

Come la luce impatta sul colore e cosa possiamo fare

Per comprendere cosa succede nel momento in cui percepiamo il colore è sicuramente utile una piccola introduzione su come funziona l’illuminazione. Come noto, possiamo vedere solo gli oggetti che riflettono la luce nei nostri occhi: il loro colore dipende poi dalle lunghezze d’onda della luce riflessa. Nel momento in cui lo spettro visibile viene riflesso in modo uniforme, percepiamo un oggetto come bianco. Di contro, se l’oggetto assorbe la maggior parte della luce, lo vediamo nero.

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Le fonti di luce sono qualcosa che i progettisti tengono in grande considerazione per la scelta dei colori – living.it

Ciò premesso, il colore della luce dipende dalle energie spettrali contenute nella luce stessa: ecco dunque che gli oggetti rossi riflettono l’energia rossa mentre assorbono tutte le altre. Di contro, senza l’energia rossa, l’oggetto apparirebbe nero. A sua volta, il colore di una sorgente luminosa può essere descritto misurando le potenze relative delle varie lunghezze d’onda: è proprio per questo motivo che se la distribuzione spettrale di potenza cambia, cambia anche il modo in cui la luce viene riflessa ai nostri occhi, influenzando i colori che percepiamo.

I progettisti più accorti tengono in grande considerazione che le sorgenti luminose possono variare il modo in cui percepiamo i colori. Per questo motivo, le misurano in base alla loro capacità di rivelare i colori rispetto all’illuminazione naturale, con un valore chiamato indice di resa cromatica (CRI), spesso indicato anche sulle lampade commerciali.

Il compito dei progettisti è però reso ancora più complicato dal fatto che le lampadine non sono certamente le uniche fonti di luce, ma bisogna anche considerare l’impatto della luce naturale, che varia a seconda del tempo, del periodo dell’anno, dell’ora del giorno e della posizione dell’edificio, oltre ad altri fattori.

Ecco dunque che si cerca di selezionare con cura la luce artificiale in maniera tale da far esaltare i colori delle pareti e compensare le caratteristiche della luce naturale. Per esempio, la luce indiretta del nord fa apparire i colori più scuri e, dunque, un progettista potrebbe scegliere colori di pittura e di tessuto più chiari rispetto a quelli che avrebbe per un’esposizione a sud!

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