Il mutuo non è un finanziamento solo per l’acquisto della casa: può essere richiesto anche per ristrutturare, anche se in pochi lo fanno.
Istituti bancari e di credito sono disponibili a concedere mutui per la ristrutturazione della casa, fornendo al richiedente capitali utili per coprire le spese volte al completamento dei lavori di miglioramento delle condizioni, sia interne che esterne, dell’immobile. In teoria, tale finanziamento può essere richiesto non solo dal proprietario ma anche dall’usufruttuario della proprietà o dal un coabitante di un immobile.
Di solito, quando si tratta di affrontare le spese di una ristrutturazione, il mutuo non è la scelta più diffusa. In Italia, da anni, si opta principalmente per il prestito, scartando l’opzione del mutuo per via dall’instabilità dei tassi e dai vincoli più stringenti rappresentati dalle richieste di garanzia.
Pochi sanno che esistono vari tipo di mutui dedicati alle ristrutturazioni di case e appartamenti e che non tutti vanno rubricati come finanziamenti difficili da ottenere o affrontare. Tra le opzioni possibili c’è per esempio quello del mutuo chirografario: un finanziamento non garantito dall’ipoteca ma dall’impegno del debitore.
Ci sono anche agevolazioni fiscali relative al mutuo per la ristrutturazione. In questo caso, però, l’accessibilità ai benefici è circoscritta solo per detiene la proprietà o l’usufrutto dell’immobile: senza garanzie di possesso legale o altri diritti reali di godimento è impossibile sfruttare l’agevolazione.
Nel caso di un mutuo per ristrutturare la prima casa si può ottenere un’interessante detrazione fiscale con interessi passivi e costi accessori relativi detraibili al 19% (fino a un limite massimo di 2.582,28 euro).
Indispensabile è tuttavia l’autorizzazione comunale volta ad attestare l’idoneità dei lavori specificati nell’articolo 3, comma 1 del Dpr n. 380/2001. Senza questa specifica autorizzazione, la detrazione è ammessa solo nel caso in cui il richiedente possa presentare una dichiarazione analoga firmata dall’autorità competente dell’ufficio comunale.
Il mutuo, specie se chirografario o supportato da agevolazioni, può essere dunque una scelta conveniente. Poi, si tratta sempre di scegliere il tasso giusto. Il tasso fisso, di norma più costoso, offre la garanzia di una rata mensile che non cambierà nel tempo. Il tasso variabile è più economico, ma in periodi di rialzi degli interessi potrebbe essere rischioso.
Statisticamente, il 90% delle persone che richiedono un piccolo mutuo scelgono il tasso fisso. Esiste anche il tasso misto che può essere una soluzione ideale quando si tratta di ristrutturare. Il finanziamento può essere contratto per un periodo che varia dai 5 ai 30 anni e che la maggior parte dei mutui copre circa l’80% dei costi dei lavori.
La base di calcolo del finanziamento non è il valore attuale dell’immobile ma la stima del valore di mercato della casa una volta ristrutturata.
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