La 104 diventa più ricca, anche l’assistenza a domicilio tra le agevolazioni

Con la Legge 104, le persone più fragili possono avere accesso anche all’assistenza a domicilio. La procedura per ottenerla è semplice.

In Italia, le persone affetta da una grave disabilità fisica o psichica possono accedere alla 104. Si tratta di una legge che garantisce delle agevolazioni a coloro che non sono in grado di godere della piena autonomia. Essa non riguarda solo le persone interessate, ma anche i loro famigliari. Farsi carico di una simile situazione, infatti, non è semplice.

La 104 diventa più ricca
La 1014 comprende anche l’assistenza domiciliare – (canva.com) – living.it

Inoltre, non sempre si hanno gli strumenti necessari per far fronte a tutte le difficoltà del caso. Per questo motivo, tra le numerose richieste possibili, c’è anche quella di ricevere assistenza domiciliare. Per ottenerla, ovviamente, bisogna essere in possesso di determinati requisiti. Ecco come fare.

La 104 comprende anche questa agevolazione: come accedere all’assistenza domiciliare

Ci sono disabilità fisiche e cognitive che possono avere un impatto non indifferente sulla vita di tutti i giorni. In base alla gravità del caso, limitano le possibilità lavorative, riducono la capacità di spostarsi e influiscono sulla situazione economica dell’intera famiglia. In Italia, queste persone possono ricorrere alla Legge 104. Essa è volta a tutelare proprio questi individui.

Le agevolazioni sono diverse e riguardano sia i permessi dal lavoro che le detrazioni fiscali. Ai diritti già presenti, ne è stato aggiunto un altro. Si tratta dell’assistenza domiciliare. Esistono diverti tipi di interventi. La scelta è legata al livello di gravità e alla malattia presente. Anche la durata ha un ruolo importante. Ci sono individui che necessitano di aiuto solo per periodi limitati di tempo. Altri, al contrario, possono aver bisogno di un supporto costante.

La 104 comprende anche questa agevolazione
Con la 104 si può richiedere l’assistenza domiciliare – (canva.com) – living.it

È il Sistema Sanitario Nazionale a farsi carico della situazione. Nei primi 30 giorni dopo la dimissione dall’ospedale, l’assistenza domiciliare è completamente gratuita. Durante le settimane successiva, invece, potrebbe essere richiesta una somma pari al 50%. Tutto dipende dallo stato economico del richiedente. L’Isee, per esempio, ricopre un ruolo importante nella scelta.

L’assistenza a domicilio viene accordata solo su richiesta. I pazienti devono recarsi agli uffici della propria Asl per consegnare i moduli necessari. La domanda verrà analizzata con attenzione dagli organi interessati. Nel caso in cui la persona fosse impossibilitata, la procedura può essere avviata anche dai famigliari o dal medico di base. Indubbiamente, si tratta di un contributo da non sottovalutare.

Gli individui più vulnerabili, in questo modo, possono essere assistiti tra le mura domestiche, senza bisogno di ricorrere per forza a struttura ospedalieri o a centri a lunga degenza. Il piano di cura è strettamente collegato alle condizioni di base. Può essere richiesta la presenza di infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e altri operatori. Ciò verrà stabilito dopo aver effettuato la valutazione.

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