Ristrutturare senza permessi, lo dice la legge: ti bastano 10 minuti e puoi iniziare

Ristrutturate casa in forma libera non è difficile, bastano dieci minuti per i documenti da compilare. Poi puoi già iniziare i lavori.

Quando occorre fare dei lavori di ristrutturazione sulla propria abitazione o costruirne una nuova si pensa subito alla complessità dell’iter burocratico. Di norma occorre infatti avere la CIL (comunicazione di inizio lavori) o presentare la SCIA, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività. Esistono però dei casi in cui non serve presentare nessuno dei due permessi.

Ristrutturare casa senza permessi
Non devi per forza presentare i permessi se fai dei lavori a casa. – (living.it)

All’interno del Testo unico in materia di edilizia sono riportati infatti quali sono gli interventi che rientrano nell’edilizia libera. Si tratta di lavori che si possono iniziare senza gli adempimenti formali descritti sopra e che semplifica l’avvio delle attività di ristrutturazione e manutenzione domestica. Sono previsti naturalmente dei vincoli all’impatto che questi interventi possono avere.

Alcuni esempi di lavori di edilizia libera sono tutte le attività richieste dalla manutenzione ordinaria degli edifici, come il rinnovo delle pavimentazioni esterne o interne, sia intero che parziale. Lo stesso vale per l’installazione di vetrate volte a contenere la dispersione termica o la sostituzione degli infissi (porte e finestre) e degli impianti tecnologici installati.

Come partire a ristrutturare senza permessi

Quando si dà inizio a un intervento di edilizia libera è comunque possibile sfruttare le agevolazioni fiscali previste, ma occorre un altro tipo di documento. Ciò che serve è un’autocertificazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Una volta compilata con le informazioni necessarie va consegnata a un pubblico ufficiale, che a sua volta la deve firmare e riconoscere come valida.

Alcuni lavori non richiedono permessi
Gli interventi di edilizia libera riguardano la manutenzione e la ristrutturazione ordinaria. – (living.it)

L’autocertificazione deve riportare prima di tutto i dati personali del contribuente che sta sostenendo le spese dei lavori. In più servono i riferimenti dell’unità immobiliare che si sta ristrutturando, quindi l’indirizzo e i dati catastali, e l’indicazione precisa della tipologia di intervento che si sta attuando. Per esempio “sostituzione dei sanitari” o “manutenzione infissi”.

Infine bisogna riportare la data in cui i lavori hanno avuto o avranno inizio e dichiarare che non è previsto il rilascio di un titolo abilitativo per il lavoro da eseguire. Infine quando si stampa si scrive anche la data in cui si è redatta l’autocertificazione e il contribuente appone la propria firma. Il documento va conservato in caso siano necessari dei controlli.

Tra i vantaggi fiscali che si possono ottenere da interventi di edilizia libera ci sono per esempio le detrazioni IRPEF al 50% in caso la ristrutturazione migliori la classe energetica dell’edificio. In alcuni casi è possibile anche detrarre parte delle spese sostenute per il materiale.

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