Si abbassano i tassi dei mutui, non fatevi scappare l’occasione, fate subito questo

I tassi dei mutui continuano a calare e, con essi, anche la possibilità di tornare finalmente ad avere condizioni piuttosto interessanti sull’operazione di finanziamento immobiliare.

Ad ogni modo, come risulterà ben evidente a tutte le persone che in queste settimane si sono avvicinate in una banca per ottenere un preventivo su un mutuo casa, non tutti i tassi stanno scendendo allo stesso modo. La situazione potrebbe inoltre cambiare a breve, rendendo meno strutturale il gap che separa le principali forme tecniche di tasso. Ma allora che cosa conviene fare oggi? Quale mutuo sottoscrivere per coronare il proprio sogno immobiliare e farlo con la maggiore convenienza?

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Come si stanno comportando i tassi dei mutui in Italia? – living.it

Per comprenderlo giova fare qualche semplificazione. Chi infatti sottoscrive oggi un mutuo casa ha due possibilità principali: il tasso fisso, che è calcolato sulla base dell’IRS, a cui aggiungere lo spread della banca (che costituisce la remunerazione dell’istituto di credito), o il tasso variabile, che è calcolato sulla base dell’Euribor (più raramente il tasso ufficiale BCE), a cui aggiungere il consueto spread.

Meglio il fisso o il variabile?

Chiarito quanto sopra, appare evidente che i due tassi base (IRS e Euribor) non si stiano muovendo con la stessa intensità. A fronte di un calo deciso dell’IRS, infatti, l’Euribor sembra variare molto più timidamente, con la conseguenza che oggi i tassi fissi risultano molto più convenienti di quelli variabili, in una situazione non nuova per il mercato bancario, ma sicuramente anomala per l’entità del fenomeno.

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Conviene più il fisso o il variabile? – living.it

La ragione di questa divergenza non è peraltro ignota. L’IRS di periodo è, per certi versi, il “costo” che la banca paga per aggiudicarsi un tasso fisso per l’intera durata dell’operazione. Si tratta pertanto di un tasso che sconta quello che accadrà sul mercato nei mesi e negli anni successivi e che per certi versi è anticipatore degli effettivi movimenti del costo del denaro sul mercato.

L’Euribor, dal canto suo, è un indicatore che risente maggiormente di quanto avviene sul breve termine e, in particolar modo, dell’effetto delle politiche monetarie della BCE, con particolare riferimento alla policy sui tassi. Ecco dunque che, considerato che all’orizzonte c’è un calo dei tassi di mercato, l’IRS ha iniziato a inglobare questa novità, mentre l’Euribor lo sta facendo molto più timidamente e, probabilmente, lo farà in misura più incisiva solo una volta che la BCE taglierà i tassi ufficiali di riferimento (a maggio?).

In estrema sintesi, tutto questo sta comportando per i mutuatari, o aspiranti tali, una cosa sola: i mutui a tasso fisso sono più convenienti e lo sono non solamente per coloro che stanno valutando un nuovo finanziamento casa, quanto anche per coloro che stanno valutando una surroga, soprattutto se hanno stipulato un contratto originario a un tasso superiore al 3,5%.

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