Terribili notizie dall’UE: ci costringono a ristrutturare casa, tutte le modifiche obbligatorie

L’Unione Europea impone all’Italia di ristrutturare gli edifici che non rispettano queste regole: quali sono le modifiche obbligatorie.

È stata pubblicata lo scorso 8 maggio nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea una nuova direttiva che impone a tutti gli Stati membri di apportare una serie di ristrutturazioni a tutti gli edifici che al momento non rispettano una serie di requisiti ben precisi in termini di prestazioni energetica ed emissioni di gas a effetto serra.

ristrutturare casa
La nuova normativa EU ci impone di ristrutturare casa (Fonte: Canva – Living.it)

Il provvedimento entrerà di fatto in vigore entro 20 giorni dalla suddetta data e, successivamente, ci saranno due anni (24 mesi) di tempo per recepirlo e quindi adeguarsi accuratamente alle nuove norme.

L’obiettivo dell’iniziativa è dunque quello di arrivare al 2050 con un parco immobiliare ad emissioni zero in tutti i Paesi che fanno parte dell’UE. Vediamo nel dettaglio quali sono gli interventi obbligatori che si dovranno fare e quali sono gli step da seguire.

Obbligo UE di ristrutturare casa: quali sono le modifiche necessarie

Come abbiamo detto poco fa, con il provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE lo scorso 8 maggio, si impone agli Stati membri di ristrutturare gli edifici che non rispettano determinati requisiti a livello energetico e di impatto ambientale.

case a zero emissioni
L’UE ci impone di ristrutturare casa (Fonte: Canva – Living.it)

A tal proposito, ricordiamo che la direttiva sulle case green Energy performance of buildings directive (Epbd), era stata già approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 12 marzo ed ha poi ottenuto il nulla osta dall’Ecofin lo scorso 12 aprile.

Il provvedimento mira di fatto ad avere entro il 2050 un parco immobiliare ad emissioni zero. Gli stessi Paesi appartenenti all’UE dovranno anche predisporre dei piani nazionali di rinnovamento degli immobili. Per mettere in atto il progetto si procederà per gradi:

  • per gli edifici residenziali non di nuova costruzione i Paesi Membri dovranno adottare delle misure finalizzate a garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030. Di almeno il 20-22% entro il 2035;
  • nel caso degli edifici non residenziali gli Stati Membri dovranno ristrutturare il 16% degli immobili con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Inoltre, dovranno introdurre dei requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore edilizio;
  • si dovranno costruire nuovi edifici residenziali direttamente a zero emissioni a partire dal 2030;
  • i nuovi edifici non residenziali dovranno essere ad emissioni zero già dal 2028.

Un’iniziativa sicuramente ambiziosa, ma al tempo stessa necessaria per salvaguardare l’ambiente e migliorare l’efficienza energetica delle nostre case e non solo.

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