Vicino con casa identica che paga meno di riscaldamento? Come difendersi nelle divisioni condominiali

La casa è uguale e il vicino paga meno il riscaldamento, perché accade e come far rispettare le regole? Ecco cosa dice la legge.

Le spese condominiali non sono mai piacevoli da pagare, e in particolare ancora meno se si viene a notare la presenza di discrepanze nel confronto con quanto pagano i vicini di casa. Sorge il dubbio di qualche possibile ingiustizia. Ma in che modo avviene effettivamente la divisione delle spese condominiali riguardanti l’erogazione del riscaldamento?

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Come viene ripartita la spesa per il riscaldamento condominiale? – living.it

Se ci si accorge che il vicino di casa, che possiede un appartamento della stessa identica metratura del proprio paga una cifra inferiore sul costo del riscaldamento si pensa subito che ci sia qualche irregolarità. Ma è davvero così? Bisogna capire come funziona la suddivisione e il conseguente ammontare delle spese per ogni singolo appartamento di un condominio.

In passato esisteva la normativa tecnica Uni 10200 che ha fatto come guida di rilevazione per la fatturazione dei consumi energetici. Una successiva riforma ha imposto la ripartizione di una quota non inferiore al 50% delle spese del gas tra tutti i condomini in base alle spese effettuate dai singoli.

Le spese del riscaldamento in base ai consumi in un condominio

La legge stabilisce che se il condominio è dotato di un sistema di contabilizzazione del calore, le spese del riscaldamento relative ai singoli condomini devono essere ripartite secondo l’effettivo consumo di ognuno. È quanto ha affermato Corte di Cassazione della II sezione civile nell’ordinanza 11 settembre-4 novembre 2019. Risulta illegittima la suddivisione seppure parziale in base ai valori millesimali delle singole unità immobiliari.

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Spese di riscaldamento e ripartizione tra i condomini – living.it

Il riscaldamento centralizzato deve avere un sistema di contabilizzazione del calore per registrare in modo effettivo i consumi dei singoli. Non sono ammessi altri metodi di ripartizione, motivo per cui se i proprietari di appartamenti del tutto simili pagano un diverso importo per il riscaldamento è relativo al reale consumo che è stato fatto. Nessuna irregolarità, dunque, e la discrepanza è presto spiegata.

La registrazione dell’effettivo uso che ciascun condomino fa del riscaldamento in dotazione avviene attraverso la misurazione delle valvole termostatiche e si riflette perciò in una quota variabile. Il resto delle spese della bolletta del riscaldamento riguarda quelli che vengono comunemente chiamati “consumi involontari”. Questi consumi si riferiscono alle perdite termiche del sistema.

Questi consumi vengono ripartiti considerando i millesimi di proprietà, la metratura quadrata dell’abitazione, gli effettivi metri cubi e le potenze termiche. Secondo il sistema Uni 10200 i consumi involontari sono rilevati da un tecnico abilitato con una perizia. Influisce anche la considerazione del fabbisogno energetico di ogni unità immobiliare.

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