Una casa di 39 metri quadri presentata durante l’Open House di Torino: ecco l’idea di un architetto per rendere l’appartamento più che vivibile.
Abbiamo potuto vedere molto spesso tante soluzioni cittadine per riuscire a gestire gli spazi stretti in molti appartamenti di varie città. Milano, in questo, è diventata un punto di ritrovo per molti comici d’Italia, sia per i costi esorbitanti per appartamenti molto piccoli, sia per le soluzioni, anche poco ortodosse, per rendere l’appartamento abitabile. Ma qui oggi non raccontiamo dell’ennesima truffa milanese di appartamenti a prezzi bassissimi ma con degli spazi a dir poco folli. Parliamo, oggi, di un architetto che ha ripensato, a Torino, la propria casa, ecco un’altra idea vincente.
Siamo all’Open House di Torino, un festival gratuito durante il quale una grande varietà di edifici e luoghi aprono le proprie porte per essere ammirati. Si parla di idee architettoniche, strutture e costruzioni che attraggono l’interesse di tanti. “È una celebrazione cittadina degli edifici, dei luoghi e dei quartieri dove viviamo e lavoriamo, il cui obiettivo è mostrare il ruolo positivo dell’architettura nelle nostre vite” si racconta così il progetto Open House, continuando a raccontare come il progetto nasca a Londra circa trent’anni fa e oggi ha preso forma in varie parti d’Italia.
Una celebrazione, nel vero senso della parola, un momento in cui ci si rende conto del valore dell’architettura e come è in grado di assumere un ruolo positivo e migliorativo delle nostre vite. Proprio per questo nel festival è rientrata la casa di Davide Minervini, l’architetto che ha rivisto e ripensato l’appartamento di 39 metri quadri. Pochi spazi, essenziali e, soprattutto, sfruttati al meglio delle loro possibilità; questo il concetto che ha visto il rinnovo di questo appartamento nella forma di oggi.
Partiamo, prima di tutto, nel dire che tutti i mobili e le strutture presenti in casa sono su misura. Non penso ci volesse un inciso per capirlo al meglio, ma è essenziale mettere subito le cose in chiaro. Per riuscire a rinnovare gli spazi c’è bisogno di lavori e costi ben diversi dalla “standardizzazione“. L’appartamento presenta due camere e un bagno. L’ingresso è delimitato da una grande armadiatura in legno, con la quale, essendo sufficientemente grande, ha costituito come un muro divisorio fra la porta di ingresso e il bagno, di fronte, costituendo un piccolo corridoio. Gli armadi e le costruzioni in legno sono essenziali nei nuovi spazi pensati dall’architetto, anche per la cucina e la scrivania.
Infatti la cucina è un angolo cottura nel salotto d’ingresso, incassata in una libreria. Dai lati della cucina, sempre costruiti su misura, escono dei pannelli che permettono di chiudere la cucina, rendendola come a scomparsa. Un modo per ripensare al concetto di angolo cottura e di spazi condivisi per più usi. Il corridoio creato con l’armadiatura porta nel bagno e nella camera da letto, precedentemente cucina con tinello, che si costituisce di una zona con il letto e una cabina armadio. Anche questa, nascosta in una armadiatura come risultando un muro, gioca con il resto della camera da letto e la scrivania, fronte finestra, con una base rimovibile per raggiungere con comodità le finestre. Insomma una casa vivibile e organizzata, che gioca sull’idea di riuscire a ricostruire gli spazi partendo dalle armadiature.
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