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Alcol: la principale causa di incidenti e contravvenzioni sulle strade italiane secondo l’ultima Relazione della Polizia Stradale

Le nostre strade cambiano volto di notte: luci dei locali, taxi in coda, freni che fischiano. In quell’aria sospesa, un gesto minuscolo decide tutto: bere e guidare, oppure no. L’ultima fotografia ufficiale conferma ciò che tanti sospettano da tempo.

Alcol: la principale causa di incidenti e contravvenzioni sulle strade italiane secondo l’ultima Relazione della Polizia Stradale

Succede spesso così. Uscita dalla pizzeria, compleanno riuscito, ci si sente leggeri. Poi, al bivio, l’azzardo: “Sto bene, è solo un bicchiere”. Tre chilometri dopo, i lampeggianti. L’etilometro non guarda in faccia nessuno. È freddo, preciso. E racconta una realtà che nel 2024 e nel 2025 suona più netta che mai.

L’ultima “Relazione al Parlamento sulle dipendenze” e gli aggiornamenti della Polizia Stradale compongono un quadro chiaro: l’alcol resta in cima alle violazioni gravi rilevate ai controlli, in particolare nelle ore notturne e nei weekend. È la voce che pesa di più tra le contravvenzioni che portano a patente ritirata, fermo del veicolo e cause in tribunale. Le tabelle definitive 2025 non sono ancora pubblicate ovunque, ma l’andamento è coerente con gli anni recenti: dove ci sono posti di blocco mirati, la guida in stato di ebbrezza primeggia.

Le droghe crescono, è vero, e i referti per sostanze non sono più un’eccezione. Ma i test per narcotici sono più complessi, richiedono conferme in laboratorio e non fotografano tutte le situazioni reali. L’alcol, invece, lascia una traccia immediata: il tasso alcolemico supera il limite, scatta l’art. 186 del Codice della Strada, arrivano sanzioni salate, sospensione o revoca della patente, obbligo di visita in Commissione medica. E quando c’è un sinistro, l’onda d’urto non si conta solo in euro: feriti, giorni di lavoro persi, famiglie strappate al sonno da una telefonata.

Cosa dicono i dati 2024-2025

Nei report più recenti, l’alcol incide in modo sproporzionato sugli incidenti stradali notturni e su quelli con esito grave. Gli operatori lo ripetono: dopo mezzanotte il rischio sale, e la combinazione tra stanchezza, velocità e bicchieri di troppo diventa micidiale. Le città cambiano ma lo schema resta identico: tangenziali semideserte, sorpassi lunghi, riflessi più lenti. In questo contesto, l’alcol fa da acceleratore del pericolo e, numeri alla mano, rimane la prima leva delle sanzioni pesanti rilevate su strada.

Ho visto scene simili in ogni provincia: davanti a un locale, un ragazzo trattiene il fiato mentre attende il responso; poco più in là, un’amica gli appoggia una mano sulla spalla. Quel click dell’etilometro non è solo un “positivo” o un “negativo”. È una soglia. E dice se tornerai a casa guidando o da passeggero, se farai tardi al lavoro per andare in Prefettura, se potrai ancora toccare il volante nei prossimi mesi.

Prevenzione possibile, qui e ora

Le soluzioni esistono, e funzionano quando diventano abitudine. Designare il “conducente sobrio” prima di uscire. Usare taxi, Ncc o car sharing. Tenere un etilometro personale affidabile per verificarsi davvero, non “a sensazione”. Pianificare il rientro come si pianifica la serata. Nei comuni dove i controlli sono visibili e costanti, i comportamenti migliorano: la sicurezza stradale non è una predica, è un sistema.

Ogni tanto mi chiedo: quale immagine vogliamo lasciare della notte italiana? Una scia di frenesia e strappi, o una scia di luci che tornano a casa senza incidenti? La risposta non sta in un decreto né in un post di campagna. Sta in quel momento esatto in cui prendi le chiavi e ti chiedi, onestamente: sono la persona giusta per guidare adesso? Se c’è anche solo un dubbio, hai già la risposta. E, probabilmente, hai già salvato una vita. Magari la tua.

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